STORIE

NOVEMBRE 2003. Debito saldato.
Per chi non conoscesse la storia, meglio dare un'occhiata alle due righe riferite al novembre 2002: ELPHINSTONE ARCO. Fatto ? Molto bene. Ora, a distanza di un anno pieno di nuove esperienze, ci rivediamo sopra l'Arco di Elphinstone pronti a ripetere la stessa esperienza. Personalmente ho voluto tornare e "saldare", se così si può definire, un debito. Un anno di numerose immersioni in varie parti del mondo; diverse condizioni che arricchiscono parecchio e indubbiamente preparano ad affrontare anche quello che non ci si aspetta. Sia dal punto di vista psicologico che subacqueo ti senti pronto, preparato. Bene, non è certo un motivo per azzardare, anzi, forse un motivo in più per essere più prudenti. Si sa comunque che ognuno di noi ragiona a modo suo, la voglia di scoprire e provare nuove emozioni è sempre viva. Ho quindi voluto ripetere questa immersione con chi non l'ha fatta l'anno scorso. Brava Patty, mentre passavi l'arco sei stata spettacolare, hai gestito l'immersione in modo impeccabile. Debito saldato.

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NOVEMBRE 2002. ELPHINSTONE: "SPACCATURA" E "ARCO. E' giusto proporlo, farlo o rinunciare ?

Nella crociera di novembre, in un paio di splendide immersioni, si è potuto fare un'esperienza particolare. Due siti indubbiamente spettacolari che avrebbero messo un po' alla prova lo spirito di qualsiasi subacqueo ricreativo. Sto parlando di profondità. Si discute sempre tanto dei vari limiti, della preparazione, della sicurezza. Quando ti trovi davanti ad una bella torta, però, è difficile non assaggiarla, sentire che gusto ha. E in questi casi non sempre prevale il buon senso o quel pizzico di timore che dovrebbe farti "contare fino a dieci". Io per primo, in tante immersioni effettuate in tanti paesi del mondo, mi sono chiesto: chissà quando tornerò, quando avrò la possibilità di ripetere un'esperienza del genere? Poi, con qualche timore, cedo o rifiuto alla tentazione. Non so ancora, sinceramente ciò che è giusto fare. So di certo che se sono a raccontare questa storiella è perché ritengo che la preparazione e la sicurezza abbia prevalso nel scegliere se rischiare (da stupidi) o no. Certe immersioni devono essere pianificate con grande sicurezza e serietà. La nostra guida, non so se con ragione o meno, ha proposto ad alcuni di fare questa esperienza. La sera prima c'è stata una discussione abbastanza controversa. Chi sosteneva fosse giusto proporlo, farlo, chi no. Morale della favola, a distanza di tempo e a mente fredda (o quasi), c'è chi pensa: "potevo esserci anch'io, non era poi chissà che complicato". Resto un po' deluso se la rinuncia nasce da da una discussione e non da una consapevolezza dei propri limiti. Quale subacqueo rispetta il proprio brevetto? Chi non ha mai guardato la profondità come una conquista? Ognuno, nel proprio piccolo ha cercato di "arrotondare" in modo più o meno azzardato l'ago del proprio profondimetro. Sono comunque contro questo pensiero. Esistono immersioni semplici e difficili indipendentemente dalla profondità. La preparazione, l'esperienza, la prudenza, il buon senso, devono prendere il sopravvento. Se la consapevolezza di non avere uno solo di questi "requisiti" esiste, la rinuncia all'immersione è ammirevole e dovrebbe essere urlata. Il tempo per prepararci e continuare a divertirci c'è e poi, se esiste qualche rimorso, torneremo ad immergerci, magari attraverso l'arco di Elphinstone.

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SETTEMBRE 2002

Esiste, al largo di Lignano Sabbiadoro, il relitto di un aereo, precisamente un quadrimotore B24 della seconda guerra.
La sua fusoliera, probabilmente prima dell'impatto con l'acqua, è andata distrutta. Del velivolo è rimasto quindi la superficie alare, i motori, e parte della cabina di pilotaggio.
Come per ogni relitto, flora e fauna l'hanno fatta da padrona impossessandosi di tutto creando per il subacqueo un interessante punto d'immersione.
Purtroppo, nel corso degli anni, c'è stato chi avuto la buona idea di spolparlo per benino, togliendo un po' alla volta tutto ciò che si poteva smontare.
Parte della cabina, strumenti, mitragliatrici, targhe e targhette varie ecc. ecc. Il perché di queste due righe e semplice e di facile intuizione.
E' banale ribadire l'importanza storica, biologica o culturale che "quattro lamiere" possono esprimere? No, non credo proprio.
Ora , in una mia recente immersione, ho potuto tristemente constatare che l'ultima elica del B24 è stata rotta dall'asse motore.
Spero non si tratti di un tentativo di ...... Voglio pensare ad un pescatore che accidentalmente sia finito con le reti sopra o a qualche natante che involontariamente sia finito sopra incagliandosi con l'ancora.
Forse non ha tanta importanza chi o come, ma sta di fatto che ormai non c'è nulla più da togliere se non le ali.
Dispongo di un'ampia serie di fotografie e filmati dell'immersione e vi assicuro che sorprese di questo tipo dispiacciono.
E' così difficile sensibilizzare l'opinione per la salvaguardia di qualcosa che appartiene a tutti ? Spero di no.
Se qualcuno desidera visitare il sito mi contatti, sarò contento di accompagnarlo.

A proposito, la foto con l'elica spezzata preferisco non metterla on-line.